giovedì 3 settembre 2009

Quante belle persone ho incontrato/Le signore di Volterra

Visitare Volterra è stato un sogno.
Volterra ti appare all'improvviso: la vedi dopo una curva sulla collina, tutta concentrata, tutta sfumata, come una torta di compleanno. La guardi da lontano e dici "Mammamia!".
Io sono partita da sud, ho parcheggiato vicino al comune e ho iniziato la salita. Il caldo era pazzesco, sudavo e risudavo. Ho temuto anche di puzzare come una sogliola al sole, però sono andata avanti. A metà il fiato era già corto, così mi sono lanciata dentro la chiesa a riposare. Faccia a faccia con la statua della Madonna ho detto la mia preghierina e mi è venuto il brutto istinto di rubare un rosario. Terribile cosa, vero? Non l'ho fatto, però il pensiero l'ho avuto ed è come se lo avessi fatto per metà. Quindi con l'animo ladro ho ripreso a salire e-bang!- ho visto l'angolino più bello del reame: una piccola piazzetta con le panchine e tante signore sopra che chiacchieravano. Mi sono appropriata del primo posto libero e ho detto ad A. di andare avanti, perché io dovevo riposarmi o sarei svenuta. Mi sono messa a bere la cocacola per zuccherarmi e caffeinizzarmi un po' e intanto le signore mi guardavano.
Mi guardavano e mi guardavano.
Poi una mi chiede se mi sento male, se ho bisogno di qualcosa...
Sì, un pochino debole, però miglioro a ogni sorso.
E da lì hanno iniziato a parlare con me, a coccolarmi, a raccontarmi. Una mi ha portato una merendina, perché diceva che ero sciupata e un'altra mi ha prestato il suo ventaglio azzurro per farmi aria.
Siamo diventate amiche in quattroequattrotto.
Mi porterò nel cuore per sempre Caterina, quella che mi ha offerto la merendina alla marmellata di albicocche. Si è alzata, è andata verso casa e, mentre si girava le ho visto il braccio fasciato tutto livido. "Oggi ha fatto dialisi" mi ha detto la sua amica "ed è stanca!". Stanca e distrutta lei ha pensato a me e io non lo dimenticherò mai. Occhi azzurri e viso duro, ma buona, tanto tanto buona.
E mi porterò Anna, rimasta sola, con le figlie lontane e col cellulare sempre tra le mani in attesa di una loro telefonata che, come al solito, non arriva. "So che mi chiamano alla domenica, però io spero sempre anche durante la settimana" mi ha detto un po' triste.
Poi terrò nei più bei ricordi il pescivendolo dell'angolo che chiedeva alle signore se avessero bisogno di spesa, il barista che urlava di calcio con un cliente, la vedova in nero con lo spacco vertiginoso e il trenino che ci portava in giro col venticello contro.

5 commenti:

Laura S. ha detto...

Che bello!
:)
Nei piccoli paersini sono sempre tutti gentili!
Ricordo che anche quando ero piccola ed i miei nonni avevano la casa in montagna, la gente era sempre gentilissima!
Più ci si allontana dalle città, più il carattere delle persone diventa piacevole!
Ciao!

Chica ha detto...

Bellissima "fotografia" di quanto ci perdiamo presi dalla fretta delle nostre metropoli......
ciao Nua..:)

Pupottina ha detto...

nei piccoli paesi esistono ancora cordialità ed accoglienza

nua ha detto...

ogni città dovrebbe essere formata da tanti piccoli paesini.

il giardino di enzo ha detto...

Che gente c'è a questo mondo!
La vita è fantastica per questo continuo stupore che ci offre.