venerdì 11 settembre 2009

L'eternità è un minuto

Ogni medico, per diventare un medico, dovrebbe fare un tirocinio obbligatorio: ammalarsi, farsela addosso dalla paura, subire una decina di esami, tra cui almeno uno invasivo, guarire e poi esercitare, altrimenti troveremo sempre qualche medico stronzo sulla nostra strada.
Stronzo come quello che ha trovato la mia amica, in un corridoio d'ospedale, quello che le ha detto, con un senso di fastidio, come per togliersela di torno, che il padre è fottuto, che morirà nel giro di poco. L'ho vista impallidire, cercare appoggio nello sguardo del dottore che, in tutta risposta, se ne è andato via di corsa. Poi si è girata verso di me, con gli occhi spalancati ed è rimasta di fronte a me, immobile, per un'eternità.

Ho contato l'eternità:
1 (respiro)

2 -respiro-

3- respiro-

4 -respiro-

5 -respiro-

6 - respiro-

7- respiro-

......

30- respiro-

L'eternità è un minuto intero di silenzio, tensione e dolore fortissimo, che, poi, si tuffa in un bicchier d'acqua naturale.
La disumanità di quel medico, invece, è più eterna dell'eternità e si è tuffata nel cuore della mia amica con una tale cattiveria...
Un giorno -lo so!- sarà lui a contare il minuto dell'eternità.

7 commenti:

Saamaya ha detto...

che gli vada di traverso l'ATTIMO!

sid ha detto...

mammamia... è tremenda questa cosa. tremenda. mi domando come sia possibile che certe persone non dimostrino neanche quel minimo di pietà, di empatia che si deve a qualsiasi essere umano...
mi spiace

Laura S. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Laura S. ha detto...

Mi spiace per la tua amica!
Un po' la capisco però...
Quando era ancora vivo,a mio nonno un dottore ha detto in tutta freddezza "Lei lo sa di avere un tumore, vero?"
No.
Non lo sapeva...
Ma suppongo che facciano così anche per "difendere" se stessi...
Se si attaccassero ai pazienti, sarebbe la fine credo...
Dio santo, però...

Chica ha detto...

in parte è giusto quel che dice Laura però, darti certe notizie come se ti tirassero un ceffone in piena faccia, per poi lasciarti lì..non so...credo ci sia una via di mezzo...c'è sempre...usare parole più umane per dire la stessa cosa...il dolore non cambia ma non hai quel senso di stordimento improvviso....per questo odio il contatto con i medici..per questo!! ..ti mettono di fronte a realtà terribili, ti girano le spalle e tu non sai cosa fare...come gestirle...devi dare fondo a tutta te stessa e spesso neanche basta...:(

Lindalov ha detto...

Si dovrebbe capire che nel rapporto medico-paziente-famiglia che il dialogo, la comprensione, la tolleranza, il linguaggio, la psicologia dell'individuo in generale é importante al pari della cura o della non cura che si prescrive.

La persona malata non é una cosa. La malattia non é un oggetto. E' uno stato.

Abbraccia la tua amica e dille, se può, di rivolgersi ad un altro medico.

LL

nua ha detto...

Nel dire le cose ci vuole la gradazione giusta. Questo medico vive senza gradazioni, è povero dentro e fa un lavoro ricco. E' un assassino della speranza. La morte di un caro va fatta vedere con un velo avanti allo sguardo, non gli si getta in faccia come una sassata e poi si va via.
Grazie Linda, però non serve più alcun medico. Il suo papà è già andato via.