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venerdì 3 luglio 2009

Su e giù

La felicità è una cosa facile-facile. Non credo più a chi dice che essa è una cosa difficile, quasi impossibile. No, è facile! Basta una telefonata, una conferma ed eccola, pimpante e luccicante, tra testa e pancia.
Pure la tristezza è di una facilità sconcertante. Idem per la rabbia.
Però, chissà come mai, si tende a ritenere difficile solo la felicità.
Per quello che riguarda me, in questo periodo, sono su una bella altalena: su verso le vette di Felicità e poi giù, verso l'addome di Tristezza. Poi di nuovo su e via così.
E' faticoso, però mi sto divertendo tantissimo.

P.S.: Teresina, oramai diventata Tina, ha morso Lorenzo.

mercoledì 6 maggio 2009

E dopo mesi, l'ho fatto e sono felice

Ho sempre portato i capelli lunghi. Ultimamente, però, tra la voglia di cambiare e di sentirmi più fresca dentro e fuori rimuginavo l'idea di tagliarmi i capelli all'Amelie. Il viso ce l'ho aggraziato e sono piccina, quindi perché no? Solo che, ogni volta, mi spaventavo del cambiamento e tornavo sui miei passi. Mi chiedo come facciano quelle donne a gonfiarsi labbra, seno, zigomi senza cadere in crisi violenta. Boh!?
Comunque, l'ho fatto. Ho preso coraggio e via, me li sono fatti tagliare all'amelie. Ho tenuto gli occhi chiusi per tutto il tempo, tremante, impaurita, agitata, euforica. "Madonna mia" pensavo "se sto male e sono ridicola, mi toccherà andare in esilio da qualche parte!".
Volevo fermare Rita, la mia amica parrucchiera, alla seconda forbiciata ma oramai...
Era fatta.
Fatto.
Mi sono guardata, piano piano, tipo quando allarghi le dita della mano sulla faccia con calma per paura di vedere un mostro. Un mostro? Mi sono vista carina, ragazzina, roba da tornare al liceo e starmene lì a godere dei banchi, degli amici, dei professori.
Sono così felice! Mi metterei a correre per le strade urlando "Evviiiiiivaaaaaaa!".

Taglio all'amelie.

sabato 28 febbraio 2009

La vorrei così, quando sarà

Che la felicità mi sia un fulmine a ciel sereno,
come una scarica senza preavviso,
senza annunci inultili.
Che sia una bomba in mezzo al mio cuore,
che mi lasci piegata in due dalla gioia,
a carponi,
nel mezzo di un deserto,
senza orme passate,
senza niente,
senza un passante,
o una bestia qualsiasi.
La voglio quasi crudele,
di amabile ferocia,
da non poter dimenticare,
affinché il ricordo non sbiadisca mai
e mi sia d'aiuto nei giorni d'astinenza.