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venerdì 30 aprile 2010

Che poesie avrebbero sfornato se...

La domanda mi assilla da ieri.
Trovati i miei quaderni della terza superiore, mi sono imbattuta in una mia analisi del testo di "Nebbia" di Pascoli. Una roba talmente deprimente...
Le anafore, le contrapposizioni, i cimiteri,i morti, il pessimismo stratosferico...
Mi chiedo: ma se a quei tempi fossero esistiti gli antidepressivi, che poesie avrebbero sfornato poeti come Leopardi o Pascoli?

martedì 8 settembre 2009

Il faro (paesaggio in bianco e nero)

Prima di leggere, devo dirti che quando l'ho scritta ero un momentino fuori di testa, ma anche no. Di certo, nel dolore fresco, le parole prendono tutta un'altra forma.
Il paesaggio pensalo nella nebbia ed in bianco e nero.
Pensa a un solo rumore: le ali del gabbiano Jonathan che sfregolano dolcemente l'aria.


Se io volessi morire
per farti vivere il resto della tua esistenza
in un singulto di sensi di colpa,
e se anche te ne fregassi
- ma non te ne fregherai!-
salirei fin su,
all’ultimo gradino
di un faro in bianco e nero.
Col fiato perso e un po’ ritrovato,
tra una pausa e un’altra,
fatta di bestemmie
contro la tua natura ossessiva,
mi affaccerei per urlarti:
“Amore mio, sono qui!”.
(Sono qui, tra pioggia e mare,
tra terra e cielo,
tra ferro e polvere,
con le gambe molli,
il cuore in melodramma,
la gola strizzata dalle corde vocali,
annodate come un cordone ombelicale.).
E mentre mi sorridi,
come si sorride all’amore ritrovato,
-nessun amore si ritrova, sai?-
mi lancerei giù,
giù,
giù.
Giù a morte,
sotto la luce del faro in bianco e nero.

giovedì 9 luglio 2009

Baciata da Dio

Alle 5, poco fa, insonne e agitata, sono scesa giù, insieme a Tina, a guardare la strada. Un po' di fifa l'avevo. "Oddio, magari incontro un disgraziato che mi dà una mazzata in testa" mi dicevo, scendendo le scale. Invece no, è stato bellissimo.

Lontano,
verso il chilometro dello sguardo,
ho visto i ricci del sole spuntare.
Sembravano Dio.
Ho detto al mio cane di guardare là,
dove la luce si appende al cielo,
scavalcando l'orizzonte.
Abbiamo visto insieme
il fiorire della serenità,
mentre tutti i colori
se ne balzavano in giro,
come se dio Sole ci elemosinasse,
dall'alto della sua torre,
lanciandoci tanti luccichini
e dando un' eco strana ai rumori:
al risveglio del calabrone,
(forse anche al rutto di un ratto. Forse!)
al signore che cammina veloce,
a una tapparella che si alza di botto,
all'auto che parte,
ai nostri respiri.
Sono stata baciata da Dio,
ma se anche fosse stato solo il sole,
sono stata baciata comunque.