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lunedì 27 luglio 2009

Tu che mi diresti?

Vorrei parlare del suicidio, però ti voglio rassicurare: non mi voglio ammazzare.


Ecco la prima cosa da fare, se si vuole usare la parola "suicidio": giustificarsi, rassicurare, tranquillizzare, mettere le mani avanti. In pratica il suicidio -sempre se ne vuoi parlare con calma- deve essere accompagnato da almeno 3 verbi rassicuranti. E' ancora un tabù molto profondo, è il peccato dei peccati, è l'emblema della codardia, è la molla della rabbia.


Perché vedi, se io, adesso, ti dicessi che mi voglio suicidare o se lo dicessi a tutti, so già cosa mi diresti o mi direbbero: potrei scriverti ogni singola frase. Infatti sembra esserci il frasario del contro-suicidio.

Le risposte rabbiose verso chi dice di volersi suicidare:

-chi vuole suicidarsi lo fa e basta! Non lo dice.

- ma non dire puttanate, tanto nessuno ti crede.

- sei una merda, pensa a chi deve morire e non vuole morire.

- fai schifo.

Le risposte buoniste:

- ma no, non devi, la vita è bella.

- pensa al dolore che daresti ai tuoi familiari.

- la vita è un dono, non sprecarla così.

- vedrai che starai meglio , vedrai che sarai felice.



Quindi se io decidessi di suicidarmi e di confidarmi, mi troverei ad affrontare persone che sputano frasi del genere, le quali sono, praticamente, un incentivo a farlo prima. Solo con un colpo di sfacciata fortuna incontrerei la persona giusta al momento giusto.

Un ragazzo di 25 anni, che conoscevo un po', perché da ragazzi ci trovavamo "sulla stessa spiaggia e nello stesso mare", si è suicidato. Ho saputo che si era sfogato su un forum e le risposte sono state terribili, ciniche e crudeli, perché chi si alimenta di idee suicide sembra non avere diritti, nemmeno quello base: di una parola tenera e sentita.
Se aspiri al suicidio, caro mio, diventi automaticamente merda per la maggior parte delle persone.
Vorrei capire perché!?
Se io ti dicessi "Voglio suicidarmi!", tu, che passi di qui, che mi diresti?

sabato 11 aprile 2009

Mamma, perché?

Mentre si svolgeva il funerale delle povere vittime dell'Abruzzo ho avuto un pensiero molto ingenuo, un po' da bambina. L'ho represso, però se avessi avuto 10 anni, e fossi stata con mia madre a guardare quel tristissimo evento le avrei rivolto un sacco di perché:
"Mamma, perchè non è il Papa a celebrare i funerali delle vittime?"
"Mamma, perché il Papa non è andato di persona a portare sollievo alla gente disperata il giorno dopo, togliendosi la sua tunica altezzosa e mettendosi un paio di pantaloni e una maglietta, come avrebbe fatto Gesù?"
"Mamma, perché quando vedo e sento il Papa, mi viene sempre un brivido di freddo?"