Ogni medico, per diventare un medico, dovrebbe fare un tirocinio obbligatorio: ammalarsi, farsela addosso dalla paura, subire una decina di esami, tra cui almeno uno invasivo, guarire e poi esercitare, altrimenti troveremo sempre qualche medico stronzo sulla nostra strada.
Stronzo come quello che ha trovato la mia amica, in un corridoio d'ospedale, quello che le ha detto, con un senso di fastidio, come per togliersela di torno, che il padre è fottuto, che morirà nel giro di poco. L'ho vista impallidire, cercare appoggio nello sguardo del dottore che, in tutta risposta, se ne è andato via di corsa. Poi si è girata verso di me, con gli occhi spalancati ed è rimasta di fronte a me, immobile, per un'eternità.
Ho contato l'eternità:
1 (respiro)
2 -respiro-
3- respiro-
4 -respiro-
5 -respiro-
6 - respiro-
7- respiro-
......
30- respiro-
L'eternità è un minuto intero di silenzio, tensione e dolore fortissimo, che, poi, si tuffa in un bicchier d'acqua naturale.
La disumanità di quel medico, invece, è più eterna dell'eternità e si è tuffata nel cuore della mia amica con una tale cattiveria...
Un giorno -lo so!- sarà lui a contare il minuto dell'eternità.
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venerdì 11 settembre 2009
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