venerdì 3 luglio 2009

Su e giù

La felicità è una cosa facile-facile. Non credo più a chi dice che essa è una cosa difficile, quasi impossibile. No, è facile! Basta una telefonata, una conferma ed eccola, pimpante e luccicante, tra testa e pancia.
Pure la tristezza è di una facilità sconcertante. Idem per la rabbia.
Però, chissà come mai, si tende a ritenere difficile solo la felicità.
Per quello che riguarda me, in questo periodo, sono su una bella altalena: su verso le vette di Felicità e poi giù, verso l'addome di Tristezza. Poi di nuovo su e via così.
E' faticoso, però mi sto divertendo tantissimo.

P.S.: Teresina, oramai diventata Tina, ha morso Lorenzo.

13 commenti:

Lila ha detto...

... si chiamano emozioni. Sono facili e sctenano delle reazioni endogene, a volte dannose quando permangono troppo a lungo.
;)
è bello che tu le viva tutte con questa serenità!

Laura S. ha detto...

Io ultimamente ho picchi di depressione, alternati alla felicità...
(Ma mi sa che questi cambi di uomre repentini non sono mica tanto normali...Sono shizofrenica, temo... o_O)
XDD
Ciao!

(I cani "sentono" se qualcosa non va. Come i gatti, che percepiscono quando ad una persona piacciono i felini...Magari a tal Lorenzo non piacciono i cani...)

Lindalov ha detto...

Potrebbe essere sindrome pre mestruale, laura s.

Forse si ritiene la felicità più difficile non da raggiungere, ma da mantenere perchè é un soffio, un attimo.

nua ha detto...

Lindalov: Sì, alla cosa dell'attimo e del soffio credevo anche io. Poi ho capito che sembra un soffio ma la colpa è nostra che abbiamo rimpinzato la Felicità di sinonimi.

LauraS: la penso come te sui cani, inoltre Lorenzo ha fatto qualcosa che non mi è piaciuto: s'è ritratto e Tina ha sentito il rifiuto e l'ha pizzicato a dovere.

Lila, sì lo trovo magnifico. Starmene in balia delle emozioni mi fa bene, sembro rifiorita.

Laura ha detto...

Su e giù, esattamente come mi sento io in questo periodo... Essere in balia delle emozioni fa bene, sì... Però sfianca alla lunga.

(Io inizio a sentire il fiato corto.)

Un abbraccio, Nua.

il giardino di enzo ha detto...

La felicità, a parer mio, non esiste, implica la felicità universale e in questa era mi sembra alquanto utopico, anche se il nostro lavoro di esseri semplici ci impone quasi di perseguirla ovunque: in coda alla posta, in autobus, nei mille luoghi dove incontriamo i nostri simili. Per quanto riguarda l'altalena... benvenuta fra gli umani. A mia figlia un paio di volte ho detto che la vita è merda, fatica e coraggio. Così, perché non si creasse troppe aspettative.

nua ha detto...
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nua ha detto...

a me pare che si faccia di tutto per non fare esistere la felicità e non capisco come mai.
Tutti pronti a dare asilo e veridicità alla tristezza, all'nagoscia, al dolore, ma alla felicità no.
Se esiste la tristezza, perché non dovrebbe esistere la felicità, dico io?
Io la sento, la percepisco, la vivo.
I filosofi depressi ci hanno lavato il cervello col fatto che la felicità è un'utopia ed eccoci qua, a dire che è un abbaglio. Forse una società depressa conviene a molti.

Squilibrato ha detto...

Concordo: la felicità è facile. Basta poco. Ma è anche effimera... uffa!

Clelia ha detto...

Meglio l'altalena che scivolare verso la depressione... vivere è un continuo su e giu...godiamocelo! :)

Clelia

il giardino di enzo ha detto...

Non vorrei passare per disfattista e vorrei aggiungere un mio chiarimento (sono due giorni che mi fai pensare alla felicità).
Credo che la felicità sia una cosa interna, che viene dal profondo e che si raggiunge attraverso un percorso; quando non hai bisogno di nulla per sentirti vivo, quando anche i bisogni primari possono stare in secondo piano rispetto alla bellezza e alla grandezza dell'universo: ecco, allora la felicità affiora, trasportata in superficie dalla consapevolezza, e tutto il resto diviene inutile, a volte risibile, e sul viso compare un sorriso quasi indelebile, una felicità diffusa. E' una strada difficile, ma alla lunga porterà a morire con il sorriso sulle labbra, che per me è un punto di arrivo non da poco.

patri ha detto...

Al giardino rispondo che condivido questo pensiero dolcissimo e vero.........................................................
ma proprio per questo non vorrei vivere più, c'è sempre qualcuno pronto a distrarmi a banalizzare il sorriso di cui parli
non penso al sui non fraintendermi
dico solo che le labbra si storciono nel dover tornare alla realtà
in questo senso amo la mia pigriziae la mia solitudine
mi dicoo che di esse non mangio
e in un certo senso me lo dice la patata co le sue esigenze
ma faccio pate d'altrove che colpa ne ho.....


e questa è un'altra serenata per chi sei tu per me :)
CIAO


quanto è triste quel risveglio alla lavatrice da mettere o alle comissioni da fare
capisci perchè dico che vorrei morir con te?

infondo non sono così triste
depogo le mie questioni nr
e respiro Dio
che altro ho da cercare
dove dovrei andare
cosa ho da perdere?
il confine del corpo?
tu rappresenti una alternativa, una sota di pacifico compromesso
sul gusto delle lavatrici e delle commissioni....
si credo di averti sintetizzato il mio universo
CIAO

nua ha detto...

Enzo, mi dispiace averti trascinato in questa discussione. Quello che hai scritto, per me, è il paradiso, la pace dei sensi. La felicità la vedo più come un'onda che ti piglia, si espande e poi si ritrae, però senza toglierti gli altri bisogni primari, perché - e qui mi faccio una pippa mentale- se la felicità dovesse toglierti il bisogno di tutto il resto,rischieresti di non accorgerti più di essa.

Squilibrato: non è sempre negativo l'essere effimero, no?

Clelia: condivido assolutamente.

Patri: se te lo dice la patata...