giovedì 19 marzo 2009

Ne vale la pena

Alla festa del papà, se non hai la possibilità di portare un pensiero al tuo papà, gli fai almeno gli auguri per telefono.
"Pronto papà? Auguri, tanti auguri!".
"Ah ok, grazie. Ti passo mamma.".
Mamma mi ha liquidata nel giro di 15 secondi con un "Scusa cara, sto uscendo!".
Questo senso di rifiuto che sento addosso mi fa un male cane, lo reggo con fatica. Mi sento obesa di rifiuti. Un urlo soffocato da un cuscino, una decina di parolacce semi-liberatorie non mi bastano, anzi arricchiscono un senso di disagio.
Il "cara" di mamma ha avuto un suono famelicamente ironico, è stato una specie di codice d'allarme che va verso la rovina di un rapporto familiare. No, perché se mi dici che l'amore genitoriale non ha fine, che è sempre lì, qualunque cosa accada, io devo contraddirti.
A furia di recitare la parte degli offesi, a causa della mia scelta, i miei sono entrati talmente dentro la loro parte che, oramai, sembro non esistere più.
Mi sento molto sola, l'unica cosa che mi fa compagnia, in questi giorni, è la chattata delle 2 di notte con mio fratello, la voglia di ricominciare, di sentirmi padrona di me stessa, di sbattermene. Però ci riesco a ore, poi mi viene la malinconia. Mi pongo la classica, spesso inutile domanda: "Ma ne vale la pena?".
Vale la pena vivere in 40 metri quadri, sola, con gli amici a 20 km, con un marito che non mi lascia in pace, che vive per farmi terra bruciata intorno, con i miei genitori che stanno con lui, perché io sono una egoista che se ne sbatte dei suoi sentimenti, come se i miei non valessero niente? Ne vale la pena?
Sì.
E ne vale così tanto la pena da voler mettere in gioco tutta me stessa, anche perché sono così impegnata da questa battaglia in onore della mia nuova vita che non ho più avuto nemmeno un attacco di panico e questo, dal mio punto di vista, significa che sono sulla strada giusta.
Le conquiste costano fatica e io sono un'operaia al 100%.

7 commenti:

Miele ha detto...

mmhh..
io mi ritrovo con accanto le mie amiche belle e sorridenti..con i genitore che le chiamano ogni ora tutti carini dicendo : "amore che fai?" ..che le aspettano a casa svegli solo per vederle rientrare felici e contente nel letto di casa sane e salve..più che genitori amici ..che comprendono tutto e si plasmano con la tua vita ma non solo per dirti di non fare tardi..anche solo per il piacere di sentire la voce della figlia ..

l'amore dei genitore è diverso ..
dipende da dove siamo nate..
e se ti poni così spesso questa domanda "Ma ne vale la pena?". e sei ancora sicura di quello che fai ..beh ..io sento solo coraggio nelle tue parole..
emozioni!

un bacio..

Lila ha detto...

Le ragioni della tua separazione forse non mi sono chiare, ma se hai preso questa decisione e sono finiti gli attacchi di panico, concordo con te che è proprio la strada giusta. Al resto (amici lontani e... non disprezzare i 40 mq, ci vuole un attimo a far le pulizie!) si può porre rimedio col tempo. Forse perfino, quando gli sarà possibile, ricucire un rapporto soddisfacente con i tuoi.
Dei quali non comprendo assolutamente l'atteggiamento, supponendo che siano al corrente di tutte le tue ragioni.

Non vorrei essere pedante, ma esiste una tecnica psicologica per affrontare queste cose. Consiste nel mettere due sedie una innanzi all'altra e sedersi su una di esse, immaginando di avere di fronte la persona a cui si vogliono dire delle cose. Si da un tempo, magari, e si scrive su un foglio tutto quello che si desidera dire; quindi ci si sposta sulla sedia opposta, e ci si cala nei panni dell'altro, cercando di rispondere attraverso le emozioni che si provano al sentire quello che abbiamo detto...

Non so se ti possa essere utile farlo, per comprendere le ragioni che non permettono ai tuoi di accettare la tua scelta; a me ha aiutato in diverse occasioni.

Un'altra soluzione è cercare di nuovi genitori, come il bambino di Pane e Tulipani :D

nua ha detto...

Miele, grazie, sono contenta di dare sensazione di coraggio, così mi faccio coraggio. I miei genitori spero cambino idea presto e riprendano a non giudicarmi male.

Lila, la ragione è una: possesso esagerato. Nell'ultimo anno non potevo vedere nessuno, non potevo parlare al telefono con un'amica, non potevo uscire a fare la spesa senza dovergli mandare un sms al minuto. Se ero contenta pensava lo fossi per chissà quale incontro, se ero triste si immaginava cose assurde.Avevo paura anche di starnutire.Se uscivo dal lavoro 10 mn dopo erano scenate.Non mi ha mai toccata con un dito, ma se la prendeva con gli oggetti e io sono arrivata al punto di non farcela più, oramai vivevo in una nuvola di ansia pazzesca e attacchi di panico continui. Ho dovuto mollare per la mia salute, stavo incominciando a essere triste tutto il giorno. Quindi stop. I miei dicono che lui ha problemi di un grande amore nei miei confronti e che se io l'avessi amato davvero avrei dovuto aiutarlo e non lasciarlo.Bhe, io ho mollato.
La tecnica delle sedie la proverò. Grazie di cuore.

il giardino di enzo ha detto...

Volere bene a un'altra persona è volere il SUO bene, il possesso con l'amore non c'entra niente. Quando vedo mia figlia (21 anni) sorridere dopo una nottata passata con gli amici sono contento, le mie preoccupazioni non c'entrano nulla con il mio amre per lei. E questo vale per tutti gli amori: donne, figlie, amici. Ci hanno insegnato un concetto limitato dell'amore e del bene. Lavoriamoci sopra, fa bene a noi e alle persone a cui vogliamo bene.

Daniela ha detto...

Di solito non mi soffermo così tanto davanti ad un blog personale... ma il tuo me lo sono letto proprio tutto! E' fantastico e credo che tu abbia un carattere che riesce, anche nei momenti più duri, ad emergere con la sua solarità. Buona fortuna per tutto. PS. Peccato aver letto solo ora che ti serviva una macchina... avevo tra le mani una y10 (non il primo modello) a 1000€... vabbè...

Frankie Palla ha detto...

Si, ci sono.
tu?

nua ha detto...

Grazie Enzo, il tuo commento mi rasserena molto.

Daniela, vabbè sarà per la prossima volta. Comunque ho pagato la stessa cifra con mazza da baseball. Grazie per i complimenti.

Frankie, pure io "CI STO"