venerdì 26 marzo 2010

Gioia e pioggia

La mia gioia ipocondriaca
s'arrampica nella mia gola
e là rimane,
come un batuffolo di cotone.
Morbida come un soffio timido,
ruvida come un pizzico di segatura
si prende gioco di me,
sotto la pioggia di oggi
che cade e se ne va,
come se questa terra non avesse porti
o piazzole
o strade
o prati.
Come se la terra non esistesse.
Come se non esistessi io.
Come se il mio cuore,
celato nell'uggiosa emozione,
fosse truffato nell'assenza.
Se io avessi un desiderio,
ora e adesso,
adesso e ora,
t'afferrerei, mia gioia,
e ti sputerei lì,
dentro la pioggia senza radici
e senza tempo
e senza spazio,
per tenermi stretta la malinconia.

5 commenti:

Clelia ha detto...

una poesia ricca di metafore e parole che incantano

S'Q ha detto...

Nua, ben tornata.
un piacere leggerti, e sopratutto voler capire che stai bene.
saluti

nua ha detto...

Grazie mille.
Ho capito che per stare bene non devo fermarmi. Se mi fermo mi frego. Iperattività per star bene. Che Iddio mi aiuti a fermarmi.

Anonimo ha detto...

Questa l'avevo già letta da qualche parte , ma non ricordo dove. Comunque è molto bella, quasi entusiastica. Ciao.

nua ha detto...

Maa va??? hahahaha un bacione!